Storia dell’Alfa Romeo: il logo con un uomo in bocca

Jaguar XJ40 Sport 4.0 1992 verde metallizzato – tre quarti anteriore, vista ravvicinata

Guarda bene il logo dell’Alfa Romeo: a destra c’è un serpente, il biscione dei Visconti, e secondo la tradizione sta inghiottendo un uomo. A sinistra c’è la croce rossa su fondo bianco, lo stemma di Milano. Così, dal 1910, una fabbrica lombarda ha messo sul cofano un simbolo che nessun altro marchio avrebbe osato. Qui la sua storia, fino alla Stelvio, e un consiglio su come scegliere una Alfa usata.

Scheda rapida

VoceDato
Fondazione24 giugno 1910, Milano, come A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili)
Sede storicaMilano (Portello); dal 1972 anche Pomigliano d’Arco con l’Alfasud
Simbolicroce rossa di Milano e biscione dei Visconti; il quadrifoglio verde
Modelli simbolo24 HP, P2, Giulietta, Giulia, Alfasud, 156, Stelvio
Proprietàdal 1933 sotto controllo statale (IRI), dal 1986 Fiat, dal 2014 FCA, dal 2021 Stellantis
Oggiin gamma anche la Stelvio, presentata nel 2016
Da noidue esemplari in catalogo: Stelvio e Giulietta

Come nasce l’Alfa Romeo?

Nel 1910 a Milano nasce A.L.F.A. La prima auto è la 24 HP, progettata da Giuseppe Merosi. Il nome «Romeo» arriva con l’ingegnere Nicola Romeo, che nella seconda metà degli anni Dieci prende in mano lo stabilimento del Portello. Da lì in poi, per decenni, l’Alfa è soprattutto una cosa: corse.

Quali sono stati i momenti chiave della sua storia?

Anni Venti: le corse. Nel 1925 l’Alfa vince il primo Campionato del mondo costruttori con la P2. Secondo le fonti, il quadrifoglio compare nel 1923 dopo la vittoria di Ugo Sivocci alla Targa Florio. Nel 1929 Enzo Ferrari fonda la Scuderia Ferrari, che per anni è di fatto la squadra corse dell’Alfa.

1933: lo Stato. La società passa sotto il controllo pubblico (IRI), e ci resta fino al 1986.

1950 e 1951: i primi due mondiali di F1. L’Alfa Romeo vince i primi due campionati del mondo di Formula 1.

Anni Cinquanta e Sessanta: Giulietta e Giulia. La Giulietta, soprannominata «la fidanzata d’Italia», porta il motore bialbero nelle auto di tutti i giorni. La Giulia, prodotta dal 1962 al 1977, è ricordata anche per lo slogan «l’auto disegnata dal vento».

1971-1972: l’Alfasud. Disegnata da Giorgetto Giugiaro, è la prima Alfa a trazione anteriore e la prima prodotta fuori Milano, a Pomigliano d’Arco. Ha un motore boxer di 1.2 litri e una tenuta di strada che la rende famosa.

1986: la Fiat. Dopo una sfida con Ford, Fiat compra l’Alfa Romeo.

2014-2021: FCA e Stellantis. L’Alfa entra nel gruppo FCA, poi in Stellantis. Nel 2016 viene presentata la Stelvio, il SUV del marchio.

Quattro cose che forse non sapevi sull’Alfa Romeo

  1. Il serpente inghiotte un uomo. Il biscione dei Visconti, secondo la tradizione, rappresenta un serpente che inghiotte un uomo. Nel logo Alfa è affiancato alla croce di Milano.
  2. I primi due titoli di F1 sono suoi. Nel 1950 e nel 1951 l’Alfa vince i primi due campionati del mondo di Formula 1. Secondo le fonti, la Scuderia Ferrari nasce proprio come squadra corse dell’Alfa nel 1929.
  3. Una pioniera del diesel. La 156 del 1997 viene spesso ricordata come una delle prime auto di serie con diesel common rail (il JTD). Secondo le fonti, ha portato anche il cambio robotizzato Selespeed.
  4. Il quadrifoglio porta fortuna. Secondo le fonti, il quadrifoglio nasce nel 1923 dopo la vittoria alla Targa Florio di Ugo Sivocci.

Perché gli italiani amano l’Alfa Romeo?

Per il cuore sportivo. Le corse, la Giulietta, la Giulia, la linea, la guida: l’Alfa è l’auto che si sceglie perché piace, non solo perché serve. L’Alfasud ha mostrato che si poteva avere una buona tenuta di strada anche con un’auto popolare. E per molti il biscione è semplicemente più bello di tutto il resto.

Perché la criticano?

Per l’affidabilità, o meglio per la fama. L’Alfasud è ricordata anche per la ruggine, dovuta soprattutto a problemi di produzione e di trattamento delle lamiere nei primi anni a Pomigliano, e per i conflitti sindacali nello stabilimento negli anni Settanta e Ottanta. Ci sono stati anche passi falsi, come la joint venture con Nissan dell’Arna. Su alcune Alfa recenti, come i primi Stelvio, sono stati segnalati problemi all’infotainment e richiami per componenti elettrici: si verificano aggiornamenti e richiami.

Dalla Giulietta alla Stelvio: cosa scegliere oggi sull’usato?

Dipende da cosa cerchi. La Giulietta più recente è una compatta con carattere. La Stelvio è il SUV che porta lo spirito Alfa in una forma più pratica. In ogni caso, secondo le fonti, su una Alfa usata si controllano tipicamente: sulla Stelvio infotainment (schermo e Bluetooth sui primi esemplari), aggiornamenti e richiami, e sui diesel la spia del filtro antiparticolato e il collettore di aspirazione (fino al 2019); sulla Giulietta lo storico dei richiami e, se c’è il cambio TCT a doppia frizione, una prova a freddo e a caldo con lo storico di frizione e attuatori. Tra i richiami, quello del 2017 sulla Stelvio per componenti elettrici ed elettronici e quello del 2010 sul braccio oscillante posteriore della Giulietta. Per confrontare, ci sono le Alfa Romeo usate a Roma in catalogo.

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Come le abbiamo preparate

Prima di metterle in vendita, le nostre auto passano un controllo completo nella nostra officina, a pochi passi dall’area vendita. Si controlla tutto: meccanica, motore e cambio, freni, sospensioni, impianto elettrico ed elettronica, carrozzeria. Il tagliando è fatto. Così, quando vieni a vederle, sai che cosa trovi.

Domande frequenti

Quando è stata fondata l’Alfa Romeo?

Il 24 giugno 1910 a Milano, con il nome A.L.F.A. (Anonima Lombarda Fabbrica Automobili).

Cosa rappresenta il logo dell’Alfa Romeo?

La croce rossa su fondo bianco, stemma di Milano, e il biscione, il serpente dei Visconti.

Perché la Giulietta è così famosa?

Dagli anni Cinquanta la Giulietta porta il motore bialbero nelle auto di tutti i giorni. È soprannominata «la fidanzata d’Italia».

Quando è stata presentata la Stelvio?

Nel 2016. È il SUV dell’Alfa Romeo.

Cosa controllare su una Alfa Romeo usata?

Secondo le fonti, tipicamente: sulla Stelvio infotainment (schermo e Bluetooth sui primi esemplari), aggiornamenti e richiami, e sui diesel la spia del filtro antiparticolato e il collettore di aspirazione (fino al 2019); sulla Giulietta lo storico dei richiami e, se c’è il cambio TCT a doppia frizione, una prova a freddo e a caldo con lo storico di frizione e attuatori. Tra i richiami, quello del 2017 sulla Stelvio per componenti elettrici ed elettronici e quello del 2010 sul braccio oscillante posteriore della Giulietta.

Che controlli hanno fatto le Alfa in catalogo?

Ogni auto passa un controllo completo nella nostra officina, vicino all’area vendita: meccanica, motore e cambio, freni, sospensioni, impianto elettrico ed elettronica, carrozzeria. Il tagliando è fatto.

Fonti

  • Wikipedia IT e EN: Alfa Romeo
  • Wikipedia EN: Alfasud
  • Wikipedia EN: Biscione
  • Motorimagazine.it, Auto.it (simboli del marchio)
  • Motori Magazine e Automoto.it: Alfasud, successi e difetti (ruggine e produzione)
  • Alvolante.it: Alfa Romeo Stelvio usata, cosa controllare (2026); richiamo Giulietta (2010)
  • SicurAUTO: Albo richiami Alfa Romeo (dati MIT)

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Aggiornato il 05.11.2026

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